© 2014 by Patrizia Bisi

 

Un'avventura editoriale

 

Nel 1992 ho fondato le edizioni dellautore (senza apostrofo): una piccola editrice indipendente, operante grazie al lavoro e l'entusiasmo di un minuscolo gruppo di donne, cresciuto nel corso degli anni. Titoli inediti e editi fuori diritti, pubblicati in b&n (scelta indotta dai costi di stampa, rivelatasi poi felice in libreria) in formato tascabile su carta riciclata, con copertine d'autore. E un giornale: la Testata delle donne.

Un peccato di gioventù, un piccolo delirio di onnipotenza. Perché la passione per i libri non basta a fare un'editrice - sebbene ne sia, o dovrebbe esserne, il presupposto. Trattandosi di attività comunque "commerciale", occorre una benché minima predisposizione per il commercio e dintorni: elemento non tenuto in considerazione nel lanciarmi testa e piedi nell'impresa con tutti i miei risparmi.

 

La mia appassionata avventura editoriale non ha superato la crisi del settimo anno. E' stato doloroso chiudere, ma è meglio ritirarsi con dignità al momento giusto piuttosto che fallire indegnamente e ritrovarsi in mutande: a ogni rendiconto della commercialista mi ritrovavo un po' più nuda. Sono rimaste le scorte di magazzino - poche, per buona sorte e oculate tirature - che abbiamo rivenduto a discount e redistribuito in omaggio agli autori. E alcuni esemplari che custodisco nella mia libreria. Trattandosi di libri, non hanno data di scadenza. Ho inserito in questa pagina qualche scampolo da leggere, se volete. Anche in ricordo di chi non c'è più. 

 

(Con l'occasione ringrazio Anna Albonetti, Marina Bucciarelli e tutte le altre compagne di avventura. E le autrici e autori che ci hanno sostenuto.)

Roberta Mazzoni

 

Cosa resta di un'attrice di teatro, quando muore?
Cosa resta di quelle infinite serate passate sui palcoscenici del mondo a sedurre, commuovere e incantare il pubblico?  

 

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Piera Degli Esposti

L’attrice e i personaggi

 

Come vado incontro al personaggio? Praticamente io faccio così, prima cerco e studio la sua voce.

 

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EROI

 

Racconto di Marco Gavazzi

 

Vittorio aveva l'aids. Su questo c'era purtroppo poco da dire, e proprio niente da fare. Ci aveva l'aids, Vittorio.

 

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BOLERO

 

Racconto di Daniela Boesch

 

Mancavano trecento metri a quella porta, la numero 6. Nella testa di Ester si fece largo l'idea di un'eventuale possibilità di interpretare il significato dei numeri.

 

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Marco Gavazzi e Daniela Boesch con le loro raccolte di racconti sono stati vincitori del Premio Opera Prima "Briciole" delle edizioni dellautore.

E ALLORA BEVO

 

Dio, preso da rimorsi, aveva fatto il Sonno; l'Uomo aggiunse il vino, sacro figlio del Sole.

Charles Baudelaire

 

Dint' 'a butteglia

n'atu rito 'e vino

è rimasto...

Eduardo de Filippo (leggi)

 

Un buon vin

di Luisa Matta

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L'alcool non è consolatorio, non riempie gli spazi psicologici dell'individuo, sostituisce solo la man­canza di Dio. Non consola l'uomo. E' il contrario, l'alcool incoraggia l'uomo nella sua follia, lo traspor­ta nelle regioni supreme dove egli è padrone del proprio destino. Nessun essere umano, nessuna don­na, nessun poema, nessuna musica nessuna letteratura, nessuna pittura può sostituire l'alcool nella funzione che esso ha per l'uomo, l'illusione della creazione fondamentale. L'alcool c'è per sostituirla. E lo fa per tutta una parte del mondo che avrebbe dovuto credere in Dio e non vi crede più. L'alcool è sterile. Le parole umane dette nella notte dell' ebbrezza svaniscono con essa allo spuntar del giorno. L' ebbrezza non crea, non va nelle parole, ottenebra l'intelligenza, la mette a riposo. Ho parlato nell'ebbrezza. L'illusione è totale: quello che si dice, non l'ha detto ancora nessuno. Ma l’alcool non crea niente che rimanga. E' vento. Come le parole.

 

Marguerite Duras

 

 

IL VIANDANTE di Artemisia Boccadoro

 

Di Artemisia Boccadoro si legge in bandella: "Nel 1936 abbandona l'Europa per un viaggio in Oriente. Da questo momento di lei si perde ogni traccia fino al ritrovamento di alcuni frammenti di diario e un manoscritto, il Viandante."

Quanto c'è di vero nella biografia dell'autrice è solo che il manoscritto fu effettivamente perduto e ritrovato. Non tra le carte di Artemisia Boccadoro. Fu rinvenuto nella mia cinquecento, rubata al centro di Roma e abbandonata fuori porta. Le avevano levato le ruote e tutto ciò che si poteva smerciare. Non una vecchia cartellina rossa piena di tanti fogli scritti a mano. Di mia mano. Ma come scritti sotto dettatura, e sfuggenti a ogni tentativo di editing: ragione per cui ho deciso di pubblicare il libro così come mi era "arrivato." Un libro che è stato venduto nonostante, o forse grazie a, l'ambiguità dell'autrice e la sua assenza dalla scena. Scena che ha cambiato scenario quando il libro è arrivato in America e capitato in mano a un italianista, Wiley Feinstein, che ha voluto tradurlo. E con il mio Viandante inglese sono felicemente entrata al Program in Writing del MIT a Boston.

Ma questa è un'altra storia.

Il Viandante 

 

Vide il colpo partire dalla sua pistola e centrare il bersaglio, lo vide penetrare nella testa decrepita del vecchio dittatore, vide il volto laido disfarsi e perdere ogni aspetto umano. Mentre l'eco dell'esplosione andava scemando, vide avvenire la ricomposizione. Come generato dal suo stesso sangue, un uomo dal volto giovane, pelle liscia e folti capelli corvini, tornò a fronteggiarlo: con gli stessi occhi, lo stesso sguardo di sfida. Il ragazzo sparò ancora, ancora e ancora fino all'ultimo colpo. E ancora dalla scomposizione di sé il Potere Supremo si ripresentò sotto diverso aspetto, rinnovato nell'apparenza, mutante immortale. 

Saldo al suo posto il nemico aveva vinto senza sporcarsi le mani.

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