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SCOMODE DIMORE

Ci sono storie che possono avere finali diversi, e chi le scrive può scegliere come farle finire, e ci sono storie come queste in cui la fine è già scritta da chi l’ha vissuta: Cristina, l’eretica, Gabrielle, la scienziata, e Thelesia, nome di battaglia «La Ricamatrice». 

Tre protagoniste, come tasselli di un unico mosaico. Tre storie di forte impatto emotivo narrate con penna affilata, spaziando fra i secoli e le latitudini geografiche, sullo sfondo di un’ambientazione storica che è essa stessa un personaggio. Tre storie che si intrecciano in un unico racconto, un solo corpo: il corpo femminile, «scomoda, eppure magnifica dimora» di uno spirito libero.

 

"Un libro fuori dalle righe, diverso. Scritto in modo veloce, appassionato. Interessante la rivelazione finale..."

Patrizia Bisi, Scomode dimore

 

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L’eretica. Cristina. Italia, tredicesimo secolo. Studiosa accanita dei Vangeli, armata della sola parola di Cristo denuncia il tradimento dei valori evangelici perpetrato dalla chiesa cattolica romana, che lei accusa di «non essere cristiana». A tredici anni viene processata per eresia.

La scienziata. Gabrielle. Francia, diciottesimo secolo. Un intelletto esigente e una femminilità esuberante che lei cela sotto l’abito di monsieur Gabriel per accedere dove alle donne è vietato l’accesso: circoli e caffè, i saloni dell’Accademia delle Scienze. Ha «un appuntamento con la Storia» al quale non vuole arrivare in ritardo.

La ricamatrice. Thelesia. Grecia, ventesimo secolo. E’ la sposa non sposata, l’amante fedele di Anemos: il cacciatore di squali, «uno che passa in fretta alle mani». Donna passionale, di passione si accende e riaccende finché da amante diventa preda e vittima sacrificale. «La Ricamatrice» sarà il suo nome di battaglia nella Resistenza greca al nazifascismo.

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